Il seguente protocollo descritto dalla figura 21 è quello adottato Scuola di Oculistica dell’Università di Siena (S.O.U.S.):
Terapia pre e post-operatoria
Delineamo ora la terapia farmacologica da seguire prima di effettuare l’intervento di cross linking e la terapia da seguire nei giorni successivi all’intervento.
Gli obiettivi della terapia farmacologica sono quelli di creare le migliori condizioni per:
In caso di complicanze come l’haze l’obiettivo è quello di riportare la cornea alla trasparenza preoperatoria e soprattutto di non interferire con il cross linking appena effettuato.
La terapia pre-operatoria consigliata si compone di una serie di integratori alimentari (aminoacidi) per una settimana composti da L-prolina1,75g/dì, glicina 1,5g/dì l-lisina 0,25g/dì.
Nel post operatorio si riprende la terapia a base di aminoacidi effettuata nel pre operatorio e la si porta avanti per un’altra settimana, si aggiungono però degli antidolorifici (FANS), antibiotici in collirio (fluorochinolone levofloxacina ofloxacina) per 20 giorni. Nsaid (flurbiprofene, diclofenacindometacina) per 40 giorni.
Per le complicanze come l’haze è stata effettuata una statistica riassunta in tabella
Questa tabella dimostra che su 34 casi trattati in 5 è comparso haze di cui un occhio solo era di un paziente sotto i 22 anni e 4 erano maggiori di 22 anni, in 3 casi preoperatoriamente erano state notate strie di Vogt o dark microstrie alla microscopia confocale.
Tutti questi occhi sono stati trattati con corticosteroidi che hanno risolto al 100% la complicanza senza interferire con l’intervento di cross linking.
Analizzando questa tabella possiamo inoltre pensare che le strie di Vogt alla lampada a fessura e le dark microstrie alla microscopia confocale possono essere considerate un fattore di rischio per lo sviluppo di haze postoperatorio, che l’età possa in un qualche modo favorire la formazione di haze (a causa di iperattivazione dei nuclei dei cheratociti) e che la terapia con corticosteroidi topici sia raccomandata in quei pazienti che siano a rischio per sviluppare haze postoperatorio.
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